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Van Loon – Guccini

Questo articolo potrei anche intitolarlo:

“Canzoni che mi fanno piangere, parte uno.”

Al primo ascolto questa canzone mi colpì, ma solo fino a un certo punto, non sapevo chi fosse Van Loon e nemmeno a cosa lo associasse Guccini. In questi casi devi avere un contesto, un significato, per apprezzare appieno una canzone.

Il contesto lo da lo stesso Guccini:

“Van Loon è dedicata a mio padre, che leggeva le opere di questo Piero Angela dei suoi tempi, cioè gli anni ’30. Van Loon era un olandese (o un fiammingo, non ricordo bene) divulgatore di storia, geografia e umanità varia[…]La provo e poi sono costretto a rimetterla via. Non riesco a farla senza star male e piangere, perché, nel frattempo, mio padre è morto”

In Un altro giorno è andato,Giunti,Firenze 1999, p.124

Contestualizzato il testo mi sono innamorato della canzone.

Van Loon, Guccini – Significato (per me)

Guccini è sempre stato un maestro della malinconia, dell’esistenzialismo; questa canzone trascende, trascende perché è sempre più dolorosamente vera.

Più passa il tempo più colpisce nel segno. Mi spiego:

Recentemente ho letto un libro, che reputo un capolavoro, che ha molto a che fare con la relazioni genitori-figli, “La valle dell’eden” di John Ernst Steinbeck.

Ad un certo punto del racconto si parla di quel momento, che capita a tutti, in cui “gli dei cadono”, il momento in cui cogli i tuoi genitori in fallo, in una bugia; il momento in cui ti rendi conto che non sono perfetti.

“Del crollo degli dei una cosa si può dire con certezza: non è un crollo da poco; si frantumano fracassandosi o affondano giù in una melma verdastra. È una noia doverli ricostruire; non tornano più a brillare.”

John Ernst Steinbeck. – La valle dell’eden

Io gli do perfettamente ragione, ma secondo me c’è anche un altro momento di crollo. Ed è un po’ di questo che parla la canzone.

Parla di quando, in genere nella transizione da giovane ad adulto, crolla un altro dio, crolli tu.

Crolli tu come “Dio” perché fallisci in un modo in cui non avresti mai pensato di fallire. Perché ti ritrovi in atteggiamenti o pensieri che non avresti mai pensato di avere e per mille altri motivi.

E allora, forse, i tuoi genitori (e anche altri) iniziano a diventare persone; non più “dei crollati”.

Ma capire le persone è molto più difficile che capire gli dei.

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