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Ballo Pensieri

Shu Ha Ri

Leggendo un libro che tratta la gestione di progetti complessi, trovo un riferimento alle arti marziali… poi applicato al ballo… e fa anche molto senso!

I casi della vita.

Cito letteralmente:

Nelle arti marziali si impara un concetto definito Shu Ha Ri; che si riferisce a diversi concetti di padronanza.

Nello stato Shu conoscete tutte le regole e le forme. Le ripetete, come i passi di una danza, in modo che il vostro corpo le assorba. Non deviate mai.

Nello stato Ha, una volta padroneggiate le forme, potete apportare delle innovazioni. Inserite un movimento extra nei vostri passi in sala ballo.

Nello stato Ri siete in grado di abbandonare le forme, possedete una padronanza completa della pratica e siete in grado di essere liberamente creativi perchè la conoscenza del vero significato dell’aikido o del tango è così profondamento radicata in voi che ogni passo esprime la sua essenza.

….

Se vi è mai capitato di vedere i grandi ballerini o grandi ginnasti, sapete che i loro movimenti possono sembrare praticamente privi di sforzo, come se non stessero facendo altro che esistere. Sembra che non possano essere nient’altro che quello che sono in quel momento.

Jeff Sutherland – Fare il doppio in metà tempo

Questo pezzo (in realtà tutto il libro) mi è piaciuto moltissimo, ma soprattuto fa molto senso. Era da un po’ che cercavo di articolare alcuni ragionamenti basati su osservazioni simili fatte durante le lezioni di ballo, o durante le serate. Specialmente guardando i migliori maestri e i ballerini più bravi.

Tralasciando il fatto che sono concetti applicabili a molte aree della vita, quei paragrafi mi hanno fatto riflettere su varie cose, tra cui:

  • Cosa vuol dire essere un buon maestro?
  • Cosa vuol dire essere un buon allievo?
  • Cosa succede se si cerca di passare al Ri senza aver completamente assorbito la Shu?
  • E cosa succede se ci si fossilizza sullo Shu senza mai osare di entrare nell’Ha o nel Ri “prima di essere pronti?”