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Titan

Scarpe con tacco, seguite da un camice bianco, pavimento in resina. Il percorso è illuminato come una pista d’atterraggio, nel buio le deboli linee luminose indicano il passaggio.

“Da quanto è qua?”

“Non lo sappiamo signore, ci stiamo lavorando, il progetto è praticametne fermo e riceviamo solo il minimo indispensabile per non fermare tutto.”

“Capisco, ci sono stati altri problemi, tutto molto logico.”

“Si signore.”

Il percorso illuminato li porta a destinazione, un’ enorme parete blu li sovrasta, è come fermarsi alla fine del mondo. Impossibile stabilirne la grandezza, sembra emanare una debole luce a tratti.

Non sono acque serene.

“Può sentirmi?”

“Metta queste, tocchi la parete, e provi a parlare.”

“È sicuro?”

“No.”

“Dove ti trovi?”

Sono in un deserto, sto camminando, è da molto che cammino. Mi muovo, correvo, mi fermo, cammino; cammino da sempre.

La tristezza però non è da sempre.

È come una macchia d’olio, si è espansa, ha coperto tutto. Ogni memoria, ogni origine, ogni passato. Ora è solo tristezza.

“Chi c’è vicino a te?”

Nessuno, non c’è nessuno. Nessuno di vivo. Solo sagome, ombre scure che camminano. È da molto che cerco qualcuno. Ma non c’è nessuno.

Ogni tanto mi sembra di vedere qualcuno, lo raggiungo ma non c’è nessuno. È successo così tante volte che ora ho paura. Prima correvo verso qualcuno, poi ho iniziato a camminare. Adesso non tocco più i miraggi, non parlo più ai miraggi, per non farli sparire. Mi accontento di guardarli e dopo un po’ andare via.

A volte mi chiedo se sono tutti miraggi quelli che ho lasciato indietro.

“Cosa c’era prima del deserto?”

Non posso ricordare quello che c’era prima del deserto.

“Perché no?”

È vietato.

“Da chi?”

Non posso ricordarlo, se lo ricordassi morirei. Questo è chiaro.

“Ma tu non puoi morire.”

Per questo non posso ricordarlo.

Una mano si appoggia al vetro, bolle blu eruttano in risposta. Scarpe con tacco si allontano.

“Com’è andata signore, ha capito con chi abbiamo a che fare?”

“Si, questa volta è più chiaro.”

“Chi è? Signore.”

“È Titan. Abbiamo trovato Titan.”

“Glielo ha detto lui signore?”

“Signore?”

“No. Lui ancora non lo sa.”

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—To be continued

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