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Il cammino di santiago – parte 1

Ottima idea

Così pensa Santiago mentre corre, borsetta rosa da donna sotto braccio; salta uno scalino, si aggrappa a una ringhiera e sale rapido su una tettoia, e poi un altra, un altro salto fino alla cima di un vecchio edificio abbandonato.

Una volta al sicuro si siede, appoggia la schiena su di una vecchia insegna al neon, spenta; due archi gialli attaccati tra di loro a formare una specie di lettera.

C’è ne sono parecchi di posti come questo, in attesa di essere demoliti o acquistati da qualche corporation. Ormai quasi nessun locale può permettersi di rispettare le norme combinate per la salvaguardia del pianeta.

Niente carne baby, niente glutine, tante vitamine sintetiche e ogni tanto un po’ di syntbeef passata dal governo; se rientri nei paremetri della sussistenza ovviamente.

Santiago apre la borsa: fazzoletti, trucchi, roba inutile… portacarte, bingo. Non si possono usare ma si possono vendere. Un documento, nome, cognome, reddito, classe: cittadina di classe B.

Cazzo.

Pessima idea

Da quando i cittadini di classe B girano per quella parte di città? Rubare quella borsa è stata una pessima pessima idea. I classe B possono permettersi livelli assicurativi elevati presso la polizia privata di stato.

Deve liberarsi della borsa, sapranno già dove si trova, deve cambiare casa. Di nuovo. Non c’è tempo per pensare.

Osservare, orientarsi, decidere, agire.

Getta la borsa in angolo, documento in mano e scatta verso la vecchia area residenziale. Corre.

Un drone per i ritiri sta decolando da un cortile, non sembra un modello armato, è una semplice cesta di raccolta statale. Salta e lancia il documento nel cesto.

Ottima idea

Osservare, orientarsi, decidere, agire.

Scavalca una recinzione, strada secondaria, vicino una vecchia entrata del metrò. Pericoloso, ma buon nascondiglio. Entra.

Scalini scesi a colpi di quattro, volta a destra, spranga d’acciaio sul viso. Denti che volano, sangue, dolore, incoscienza.

-Pessima idea-

Continua…