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Ballo Pensieri

Shu Ha Ri

Leggendo un libro che tratta la gestione di progetti complessi, trovo un riferimento alle arti marziali… poi applicato al ballo… e fa anche molto senso!

I casi della vita.

Cito letteralmente:

Nelle arti marziali si impara un concetto definito Shu Ha Ri; che si riferisce a diversi concetti di padronanza.

Nello stato Shu conoscete tutte le regole e le forme. Le ripetete, come i passi di una danza, in modo che il vostro corpo le assorba. Non deviate mai.

Nello stato Ha, una volta padroneggiate le forme, potete apportare delle innovazioni. Inserite un movimento extra nei vostri passi in sala ballo.

Nello stato Ri siete in grado di abbandonare le forme, possedete una padronanza completa della pratica e siete in grado di essere liberamente creativi perchè la conoscenza del vero significato dell’aikido o del tango è così profondamento radicata in voi che ogni passo esprime la sua essenza.

….

Se vi è mai capitato di vedere i grandi ballerini o grandi ginnasti, sapete che i loro movimenti possono sembrare praticamente privi di sforzo, come se non stessero facendo altro che esistere. Sembra che non possano essere nient’altro che quello che sono in quel momento.

Jeff Sutherland – Fare il doppio in metà tempo

Questo pezzo (in realtà tutto il libro) mi è piaciuto moltissimo, ma soprattuto fa molto senso. Era da un po’ che cercavo di articolare alcuni ragionamenti basati su osservazioni simili fatte durante le lezioni di ballo, o durante le serate. Specialmente guardando i migliori maestri e i ballerini più bravi.

Tralasciando il fatto che sono concetti applicabili a molte aree della vita, quei paragrafi mi hanno fatto riflettere su varie cose, tra cui:

  • Cosa vuol dire essere un buon maestro?
  • Cosa vuol dire essere un buon allievo?
  • Cosa succede se si cerca di passare al Ri senza aver completamente assorbito la Shu?
  • E cosa succede se ci si fossilizza sullo Shu senza mai osare di entrare nell’Ha o nel Ri “prima di essere pronti?”

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Storie

Cammina

Mattina presto, freddo e umido, tipico dell’argine.

Sto correndo da dieci minuti e ho già voglia di smettere, questi propositi per il nuovo anno non fanno per me.

Vecchia signora, vestiti che vestirsi al Decathlon è gran classe al confronto, al traino un cane che probabilmente non smetterà mai di tirare. Stanchezza quasi palpabile.

La raggiungo, rallento e porgo la mano: “Se vuole glielo tengo io un attimo”

Le brillano gli occhi, sorriso incerto: “Volentieri, grazie mille”.

Prendo il guinzaglio nero, ha visto tempo migliori. Il cane tira immediatamente come a dirmi “cammina!”.

“E’ da molto che gironzolate voi due? Sembrate stanca.”

“Abbastanza, lui voleva camminare.”

“Sento!”

“Per fortuna è arrivato lei, grazie sa, grazie…”. La signora prende, si gira di scatto e corre via verso un vicolo.

“Hey!!” Faccio per girarmi ma il cane continua a tirare in direzione contraria … non riesco a frenarlo.

Lo mollo per inseguire la signora.

Anzi, no, non ho mollato il guinzaglio.

Non posso mollare il guinzaglio.

Non riesco a staccare la mano dal guinzaglio…

Il cane si volta per un attimo, occhi vacui e neri, lingua all’infuori, nella testa una voce:

“Cammina”

Non riesco a fermarmi e cammino.

….

“Che bel cane è suo?”

“No aiuto!!”

“Si, grazie”

“Cammina”

….

Sono a pezzi, ho le gambe a pezzi, si può morire dal dolore? Si può morire dal dolore prima che morire di fame?

“Buongiorno! Bella giornata per una passeggiata eh!”

“Aiuto vi prego, ho sete, sono a pezzi, non posso smettere di camminare, NON E’ UN CANE!!!”

“Veramente! Belle giornate così non ne faceva da un po’!”

“Cammina”

….

E’ notte, non so più dove sono, non ho mai camminato così lontano, sono così stanco che non ricordo nemmeno più come ci si senta a stare seduti, sono così stanco che non ricordo più cosa dovevo fare oggi, chissà se mi stanno cercando, qualcuno dovrebbe cercarmi?

Passi dietro di me, rallentano, una ragazza giovane in tuta da jogging, lei si che li mantiene i propositi del nuovo anno.

Non devo avere una bell’aspetto.

“Anche lei in giro a quest’ora? Ma che bel cane, glielo posso tenere un attimo?”

….

“Cammina”

….

“Volentieri, grazie mille”.

“Volentieri, grazie mille”.

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Blues Musica

I put a spell on you

I put a spell on you (Tradotto: “ho posto una magia su di te”, o semplicemente “ti ho messo sotto incantesimo”) è una canzone originariamente composta da Screamin’ Jay Hawkins.

Sebbene la versione di Hawkins abbia riscosso un buon successo in origine, le numerose cover fatte negli anni da grandi nomi hanno forse superato la fama dell’originale. In particolare la versione di Nina Simone.

Nonostante i testi possano suggerire una canzone romantica, ed alcune versioni decisamente lo sono, la versione originaria (forse il primo esempio di quel rock teatrale e provocatorio che sarebbe venuto poi, il cosidetto “Shock Rock”) era di tutt’altra pasta.

Hawkins racconta di come intedesse registrarla come una normale canzone blues, salvo poi registrarla completamente ubriaco (lui e la band, dopo un pranzo con il produttore).

Tutte le versioni (che ho trovato interessanti)

Questa canzone è stata oggetto di moltissime cover di pregio, che vale decisamente la pena approfondire.


Nina Simone – I put a spell on you

Forse la cover più famosa in assoluto. Lo stesso album con cui uscì ne prese il nome.

La stessa autobiografia di Nina Simone porta il nome della canzone.


Creedence Clearwater Revival – I Put A Spell On You

I Creedence Clearwater Revival portarono anche a Woodstock la loro versione della canzone.


Marylin Manson – I put a spell on you

Pubblicata nell’album “Smells Like Childred” la versione di Manson si avvicina certamente ai toni dell’interpretazione originale piuttosto che al Blues.


The Animals – I put a spell on you


Joe Cocker – I put a spell on you

Pubblicata nel 2004 nell’album “Heart & Soul”


Tim Curry – I put a spell on you


Joss Stone – I put a spell on you

Pubblicata assieme e Jeff Beck nel 2010 nell’album “Emotion & Commotion”, sotto una bellissima versione live.


Annie Lennox – I put a spell on you

In un recente album (“Nostalgia” – 2014) anche Annie Lennox si cimenta in una sua versione della famosa canzone.


Altre versioni

Seal – I put a spell on you

Bryan Ferry – I put a spell on you


Curiosità

Nel 2014 Burberry pubblicizzò un profumo utilizzando la nota canzone nella verisone di Joss Stone.

Nel famoso film cult di Halloween, Bette Midler si esibisce una esilarante variante della canzone.

Eloide – I put a spell on you

Nel maggio del 2016 la cantante Eloide si esibi in una cover (sui toni di Nina Simone) della canzone.

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Beast of Burden

Beast of Burden

Beast of Burden (“bestia da soma”) è una canzone dei Rolling Stones, uscita nel 1978 all’interno dell’album “Some girls”.

Adoro questa canzone, in particolare la cover di Bette Midler (vedi sotto).

Forse non particolarmente famosa in Italia, Beast of Burden è una canzone di stampo soul i cui temi includono il manifestare interessi amorosi rifiutandosi allo stesso tempo di essere “una bestia da soma” per il proprio amante. Si parla anche di temi comuni alle relazioni, come la sensazione di non essere abbastanza, di mancare di qualcosa.

Col tempo sono state date molte interprentazioni del significato della canzone, personalmente credo che molto spesso si tenda a scavare troppo a fondo nelle opere che ci colpiscono. Probabilmente ci colpiscono proprio perché non sono completamente spiegate, ci permettono di aggiungere “del nostro” al loro significato, si lasciano completare dall’ascoltatore per così dire.

Beast of burden

Lo stesso Keith Richards dirà in proposito:

“Quelli che pensano che si tratti di una donna in particolare… non hanno capito niente. Stavamo cercando di scrivere per un’audience leggermente più ampia di Anita Pallenberg (partner di Keith Richards fino al 1980, ndr) o Marianne Faithfull (Star brittanica che ebbe una relazione con Mick Jagger, ndr). Certo non si può direi che non abbiano avuto nessuna influence da qualche parte. Voglio dire, quello che è ti è vicino ti è vicino!

Ho sempre pensato che fosse una delle mie migliori canzoni soul.

Si tratta di un’altra stretta collaborazione tra Mick e me. Penso di aver avuto il verso -“I’ll never be your beast of burden” – assieme all’aggancio, lavoravamo ancora in quello che è il nostro modo tradizionale: Questa è l’idea, questa è la canzone, ora vediamo di rimpierla!

Alcune delle teorie che la circondano sono decisamente intriganti, ma quanto più lontane dalla realtà si possa essere. Trovo alquanto divertente che ci siano persone nel mondo che spendono molto del loro tempo cercando di decodificare qualcosa che, alla fin fine, è completamente indecifrabile. Persino io ho dimenticato il codice!”

Beast of Burden

Bette Midler – Beast Of Burden

Nel 1983 Bette Midler farà uscire una propria cover, dallo stile decisamente più aggressivo (leggermente variata anche nel testo) all’interno del suo album “No Frills” (Letteralmente: “Senza Fronzoli”).

Personalmente io ho scoperto la canzone tramite la sua cover, che tutt’ora rimane la mia variante preferita.

E’ stato realizzato un video, assieme a Mick jagger, in cui con toni umoristici viene proposta una storia d’amore tra i due, Jagger vuole rompere la storia e lei gli chiede di restare almeno per sentire la sua canzone… la canta meglio di chiuque.

Il video è assolutamente fantastico ed è sicuramente uno dei miei video favoriti del periodo.

Altre cover